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Archive for November, 2005

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Conference in Trento 26th November 2005  Pieghevole Tuenno        

Paolo Farah, “The Legal System in China after its Accession to the WTO”, Speech during the Conference organized by Centro Martino Martini and University of Trento, with Prof. Zhang Gangfeng (Zhejian University), Prof. Renzo Leopardi, Prof.ssa Giuseppina Merchionne, Prof Federico Masini, Prof. Filippo Salviati and coordinated by Prof. Riccardo Scartezzini Tuenno (Trento), Italy, 26th November 2005

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Il Denaro

Qui Pechino

19 Novembre 2005

http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=220547

Il ministro del Commercio cinese Bo Xilai incontra a Bruxelles il Commissario europeo per il Commercio Peter Mandelson e il Commissario europeo per le Relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner. I colloqui, focalizzati principalmente sull’avanzamento dei lavori del Doha Round, riguardano temi di centrale importanza per gli imprenditori europei: l’accesso al mercato dei servizi in Cina, la protezione della proprietà intellettuale e i progressi della Cina per raggiungere i requisiti richiesti per il riconoscimento dello status di “economia di mercato”, secondo le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. La recente controversia nel settore del tessile, conclusasi con rinnovato accordo, aveva fatto presagire future tensioni nelle relazioni tra Ue e Cina. Tuttavia bisogna ricordare che, in questo caso, è stata l’Ue a richiedere al Governo cinese una sostanziale modifica degli accordi presi nel ‘95. La Cina sarebbe probabilmente uscita vincitrice in un’eventuale controversia al Wto contro l’Ue, ma aveva optato per la ricerca di un compromesso. Ben diversa è la situazione nel caso dei servizi in cui la Cina non si sta conformando agli impegni presi a seguito dell’adesione al Wto. Il Commissario Mandelson non nasconde alla sua controparte cinese che l’Ue è pronta ad agire contro il Governo cinese in base alle regole del Wto per imporre alla Cina l’apertura di numerosi mercati, fra i quali quello dell’automobile. Il settore dell’auto è, infatti, soltanto uno dei mercati dove gli imprenditori europei hanno costantemente difficoltà di accesso. Si pensi, in particolare, al settore bancario, delle telecomunicazioni e delle costruzioni. Al Wto, gli Stati dell’Unione Europea parlano una sola lingua e sono rappresentati dalla Commissione europea. Ciò non significa che il Governo italiano e le sue imprese non abbiano alcuna possibilità di intervento. La Commissione europea dovrebbe incrementare il controllo dell’ordinamento giuridico interno cinese nei settori di maggiore interesse economico per le aziende italiane ed europee in generale. L’Italia potrebbe farsi promotrice presso la Commissione Europea di nuove proposte in tal senso, e non semplicemente supportare l’avvio di nuove procedure di “salvaguardia” nei confronti della Cina. L’Ue deve mantenere rapporti amichevoli con la Cina, ma deve anche proteggere i propri interessi.

 

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