Feeds:
Posts
Comments

Archive for June, 2011

Paolo Farah will give a lecture on Environmental and Energy Law at the East China University of Politics and Law in Shanghai, 30th June 2011

Advertisements

Read Full Post »

“Summer school – A Pechino corsi più internship su cambiamenti climatici e proprietà intellettuale con l’Università di Milano”, Published on Il Sole 24 Ore, 23th June 2011

Emma Lupano

Metti due degli argomenti più caldi degli ultimi anni, quello della protezione ambientale nei suoi aspetti legislativi, economici, politici e tecnologici, e quello della difesa della proprietà intellettuale. Declinali, geograficamente e culturalmente, secondo i due poli che determinano e sempre più determineranno il nostro futuro, l’Europa e la Cina. Colloca l’esperienza a Pechino, città che ormai affascina più di Washington, mettendo nella stessa aula europei, asiatici e africani. E aggiungi a tutto questo anche la possibilità, al termine del lavoro in aula, di accedere a esperienze di internship di alto livello, all’interno di aziende, organismi e istituzioni che gestiscono queste problematiche quotidianamente.

Devono stare qui le ragioni del successo della Summer school sui cambiamenti climatici e la proprietà intellettuale organizzata dal Dipartimento di diritto pubblico, processuale civile, internazionale ed europeo (DIRPPIE) dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la facoltà di legge dell’Università di Torino, la facoltà di Economia dell’Università del Piemonte orientale, la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Lund, l’Università della Provenza, l’Università di Pechino, la facoltà di Legge dell’Università di Pavia.

I posti per l’edizione 2011 sono stati esauriti rapidamente (una decina sono andati a rappresentanti governativi di Paesi in via di sviluppo, un’altra decina a professionisti e laureati), convincendo gli organizzatori a duplicare: quest’anno le edizioni saranno due, e per la seconda le iscrizioni sono aperte da poco. Un programma intenso, condensato in due settimane dal 6 al 20 agosto (per permettere anche ai professionisti più impegnati di partecipare), che si svilupperà lungo due curricula (rigorosamente in inglese), organizzati in modo tale da permettere ai partecipanti dell’uno di seguire anche le lezioni dell’altro, e rivolto a laureandi e laureati in giurisprudenza, scienze politiche, lingue, filosofia, economia, ingegneria, scienze ambientali, fisica, chimica e professionisti di tutti i settori collegati.

Il primo curriculum, sui “cambiamenti climatici e le problematiche ambientali”, si concentrerà su temi come la politica energetica e la legislazione ambientale, lo sviluppo sostenibile e la proprietà intellettuale, ma anche l’innovazione tecnologica. Il secondo, sui “Diritti di proprietà intellettuale e la Cina”, analizzerà la legislazione in vigore in Cina, l’approccio europeo e americano al problema e alle politiche di concorrenza e la normativa sul trasferimento di tecnologie targata Pechino.

Oltre alle lezioni frontali, entrambi i curricula prevedono l’intervento di professionisti attivi in Cina e di esperti provenienti da istituzioni pubbliche europee e cinesi.

Un percorso innovativo, secondo Paolo Farah, direttore scientifico dei programmi di summer, «perché tocca argomenti ancora poco trattati nei percorsi di studio italiani. Il tema della proprietà intellettuale è molto approfondito all’Università degli Studi di Milano, ma raramente viene collegato alla questione del cambiamento climatico. Un fenomeno, quest’ultimo, che nella nostra summer school si affronta da un punto di vista multidisciplinare che va dall’economia all’ingegneria e alle scienze ambientali». Così come multinazionale e multidisciplinare sarà il gruppo di docenti chiamati a intervenire.

Le domande (corredate di curriculum, certificazione di conoscenza dell’inglese, foto) dovranno arrivare entro il 30 giugno all’indirizzo summerlawinstitutesuzhou@unimi.it.

http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2011/06/Ambientecina-apre-2306-2011.php

IL SOLE 24 ORE – JOB 24 SUMMER SCHOOL 2011 SICCEP AND IP-CHINA

Read Full Post »

China : Intellectual Property Law and the WTO”, Joint Lecture of Paolo Farah and Shujie Feng (Tsinghua University, School of Law in Beijing), Conferences Series “China and its Law”, organized by Science Po Paris, held at the French Institute in Beijing, 21st June 2011

To download the flyer: French Institute in Beijing – 21st June 2011

Read Full Post »

Paolo Farah, Proprietà intellettuale tra visione confuciana e OMC, Orizzonte Cina, Mensile di informazione e analisi su politica, relazioni internazionali e dinamiche socio-economiche della Cina contemporanea, Istituto Affari Internazionali (IAI), Torino World Affairs Institute (TWAI), Maggio 2011, pp. 4-5

To download the full-text click on : Orizzonte Cina Maggio 2011.

Nel corso della sua storia millenaria, l’Impero Cinese non ha mai avuto un sistema uniforme ed articolato di protezione della proprietà intellettuale. Secondo il parere di molti studiosi, la protezione delle opere letterarie sarebbe nata insieme e come conseguenza dell’invenzione ed introduzione della stampa. Nonostante ciò, se si osservano separatamente l’evoluzione del mondo occidentale e della Cina, si può facilmente notare quanto siano differenti i rispettivi percorsi storici. In Occidente, infatti, si è assistito alla nascita di un importante concetto del tutto assente nella storia e mentalità cinese. Si tratta dell’idea per cui l’autore o l’inventore debbano essere trattati quali “proprietari” delle loro creazioni ed ottenere quindi la protezione da parte dello Stato nei confronti di qualsiasi tipo di aggressione. In Cina ci sono in effetti stati, fin dalla prima età imperiale, casi sporadici di protezione di opere, ma non con la finalità di proteggere l’individuo, quanto piuttosto il potere imperiale. Nessuna traccia invece è dato trovare della protezione di invenzioni attraverso quelli che noi oggi chiamiamo “brevetti”. La peculiare situazione che viene così a crearsi è in realtà frutto dell’assenza, nella mentalità cinese, della concezione che vede la creazione intellettuale come proprietà del suo creatore, sia esso un individuo o un qualsivoglia soggetto. Secondo la tradizione cinese, infatti, la conoscenza ha natura di bene pubblico e quindi comune. A dimostrazione di ciò, lo stesso Confucio era solito sostenere di non aver creato conoscenza ma di essersi limitato a trasmetterla. I primi cambiamenti si manifestarono verso il finire del secolo XIX: la forte crescita economica da un lato e la crescente partecipazione del paese ai traffici commerciali internazionali dall’altro hanno col tempo condotto a molteplici problemi in materia di protezione della proprietà intellettuale, soprattutto per quanto riguarda la contraffazione dei marchi. Ciò nonostante, la Cina non ha inizialmente aderito alle Convenzioni di Berna e di Vienna, rendendo così il commercio con e in Cina estremamente difficile e rischioso per gli operatori stranieri. Alcuni decenni più tardi, grazie alla pressione esercitata da alcuni paesi occidentali (in modo particolare Stati Uniti, Europa e Canada), la dinastia Qing ha iniziato ad introdurre nella propria legislazione interna i concetti di protezione dei marchi prima e delle opere dell’ingegno e dei brevetti poi. Durante i primi anni di vita della Repubblica Popolare Cinese, era comunque ancora lo Stato ad essere visto come principale, se non unico, beneficiario della protezione della proprietà intellettuale. Durane la Rivoluzione Culturale, si cominciò a pensare che la protezione della proprietà intellettuale fosse funzionale alle cd. “quattro modernizzazioni” (agricoltura, industria, scienza e tecnologia). Il Governo Cinese ha così adottato tre leggi, sulla protezione rispettivamente dei marchi, delle opere dell’ingegno e dei brevetti, ed ha aderito ad alcune tra le fondamentali convenzioni in materia. Nessuna di queste può essere però paragonata, quanto a completezza, organicità e conseguenze, all’Accordo TRIPS, con cui la Cina si trova ora a dover fare i conti, come conseguenza della sua adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Read Full Post »

Paolo Farah, Trasmettere o creare conoscenza? I “diritti di proprietà intellettuale” nella visione confuciana. Le necessità della contemporaneità e del commercio internazionale. Paper presented at the Conference “Italia e Cina: integrazione tra economia, diritto ed impresa Alla ricerca di un linguaggio comune” (Italy and China: Economy, Law and Enterprises. Looking for a Commun Language). Università di Macerata (Sede di Jesi) and Fondazione Angelo Colocci, 8th June 2011

 

(more…)

Read Full Post »