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Archive for April, 2012

The presentation of the Summer School in China will be held at University of Milan on May 16, 2012 from 12:30 to 2 pm.

PRESENTAZIONE SUMMER SCHOOLS 2012 – 16 maggio 2012 PROGRAMMA FINALE

PRESENTAZIONE SUMMER SCHOOL IN CINA

Edizione 2012

AULA 304

via Festa del Perdono, 7

Milano

16 maggio 2012 – ore 12.30 – 14.00

ore 12.30: Saluto del Presidente di ALGIUSMI – Associazione Laureati in Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano  (Massimo Burghignoli)

ore 12.35: Presentazione delle iniziative Summer Schools 2012 e del programma di stage collegati (Paolo Farah e Angelica Bonfanti)

ore 12.55: Presentazione del programma di Borse Erasmus Placement (Barbara Randazzo)

ore 13.05: Presentazione dei moot court di Vienna e Parigi (Albert Henke)

ore 13.15: Presentazione dell’esperienza della scuola estiva e degli stage: parlano i partecipanti (Testimonianze Video dalla Cina)

ore 13.45: Presentazione dell’esperienza della scuola estiva e degli stage: parlano i partecipanti

 Consegna dei Premi Algiusmi ai partecipanti dell’edizione 2011

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21 maggio 2012, Il Sole 24 Ore

Summer school / Giuristi e non solo a Pechino per studiare la gestione del cambiamento climatico e le leggi sulla proprietà intellettuale

Emma Lupano

Giuristi (e non solo) di tutto il mondo, unitevi. A Pechino, dal 7 luglio al 4 agosto, per partecipare alla settima edizione della Summer School in China/Executive Education Training Program, il corso estivo organizzato dal Dipartimento di diritto pubblico, processuale civile, internazionale ed europeo dell’Università degli Studi di Milano e dal Dipartimento di Diritto dell’Università di Torino, in accordo con la School of Government dell’Università di Pechino, e in collaborazione con Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Pavia, Università dell’Insubria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Lund, Università di Provence Aix Marseille e Università Carlos III de Madrid.

Una squadra di atenei che anche quest’anno offrirà ai propri studenti la possibilità di partecipare a un progetto di formazione molto intenso. Un progetto che, innanzi tutto, sono due: l’edizione 2012 della Summer School in China ha infatti in programma due curricula paralleli: il “Summer Institute on Climate Change and Environmental Protection” (SICCEP)” e il “Summer Institute on Intellectual Property Rights and China” (IP-China).

Si svolgeranno (rigorosamente in inglese) all’interno della prestigiosa Università di Pechino e sono aperti a studenti di qualsiasi disciplina, ma pensati soprattutto per studenti e laureati di giurisprudenza, scienze politiche, economia, lingue, filosofia, scienze ambientali e ingegneria. Entrambi partono con una introduzione a leggi, istituzioni e politica cinese, ma poi il primo si concentra sui temi della gestione dei problemi ambientali a livello globale, del legame tra ambiente, scienza e società e dei risvolti legislativi, economici e politici del cambiamento climatico. Il secondo percorso approfondisce invece i punti fondamentali delle leggi sulla proprietà intellettuale in Cina e sul trasferimento tecnologico.

Tematiche di grande interesse per studi legali, organizzazioni internazionali e aziende multinazionali: per questo, grazie a una programmazione a incastro, i partecipanti potranno seguire entrambi i curricula. Al termine della summer school, agli studenti saranno offerte occasioni di tirocinio in importanti istituzioni, aziende ed enti in Cina e in Europa, oltre alla certezza di entrare a far parte del network degli ex alunni, dove circolano settimanalmente proposte di lavoro e di stage.

I due curricula sono riconosciuti dal Consiglio nazionale forense come attività formative nell’ambito della formazione obbligatoria per gli avvocati, con l’attribuzione di 24 crediti formativi.
Due borse di studio finanziate dalla Fondazione Cariplo sono disponibili per gli studenti partecipanti.

Le candidature devono essere inviate all’indirizzo summerlawinstitutesuzhou@unimi.it entro il 25 maggio.

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21 maggio 2012 – Il Sole 24 Ore

Summer school – Un’occasione per confrontarsi con la Cina, un trampolino per la carriera: il racconto dei partecipanti

Emma Lupano

Un modo per rendere il proprio curriculum più appetibile di altri. Un’esperienza che cambia la vita. Un’occasione di crescita professionale, ma anche umana. E un trampolino di lancio per altri paesi e altre occasioni prestigiose. Descrivono così la Summer School in Chinai partecipanti delle diverse edizioni promosse dall’Università degli Studi di Milano. Tutti aspiranti esperti di difesa della proprietà intellettuale o dell’ambiente che dal 2006 al 2011, per quattro settimane hanno studiato a Suzhou, a Shanghai o a Pechino in compagnia di altri studenti cinesi e stranieri.

Alcuni in Cina si sono fermati: «Da un mese e mezzo sono tornato in Cina, sto facendo un tirocinio, poi cercherò un lavoro qui», dice Luca Grandi, 24 anni. «Appena finita la summer school ho iniziato uno stage a Pechino all’Intellectual Property Desk sotto il ministero dello Sviluppo italiano – racconta invece Marco Bruno, 25 anni -. Poi sono passato a uno studio legale che si occupa di difesa della proprietà intellettuale e adesso sto lavorando qui». Anche Greta Lacchini, 27 anni, ha fatto un tirocinio in Cina subito dopo la summer school: sei mesi alla delegazione europea occupandosi di ambiente ed energia. «Poi ho trovato lavoro in una ong cinese nello stesso ambito – racconta – e ora ho focalizzato il mio futuro sulla Cina».

Luca, Marco e Greta sono solo tre dei partecipanti all’ultima edizione della summer school. Dopo la full immersion a Pechino approfondendo i temi legati alla difesa della proprietà intellettuale e alla protezione ambientale, hanno deciso di fermarsi a oriente. Perché hanno trovato un lavoro, ma anche perché il paese li ha conquistati.

«Della Cina mi ha colpito l’entusiasmo della gente e la dinamicità del Paese, uniti alla diversità culturale», dice Marco. «La Cina mi ha sorpreso per la doppia, tripla velocità a cui viaggia. Il rapporto tra quello che succede in Europa e quello che succede in Cina in un dato periodo di tempo è di uno a cinque», aggiunge Luca.

Anche quelli che dopo la summer school sono rientrati in Italia assicurano che l’esperienza vale: «Per me è cambiata la vita – ammette Roberta Ricci, laureata in Giurisprudenza nel 2010 e ora praticante in uno studio legale a Milano -. Nel 2008, quando sono partita io, andare in Cina era ancora considerata una cosa davvero “diversa” e averlo fatto mi è stato molto utile per il curriculum: al ritorno ho fatto uno stage in Camera di commercio e poi sono finita a Bruxelles. Ma al di là di questo, il bello del programma è che ci ha permesso di interagire da vicino con una cultura diversa e questo ti cambia la visione del mondo. Con la mia compagna di stanza di quelle settimane, una ragazza cinese, sono ancora in stretto contatto».

Anche per Vittorio Mussetto, partito nel 2011, la Summer School in China è stata importante per la carriera e per la formazione personale: «Grazie a questa esperienza ora si sono dischiuse due nuove possibilità, prima negli USA e poi a Bruxelles». Aveva scelto di partire perché «mi interessano l’Oriente e il commercio internazionale nei suoi aspetti più pratici, e sono rimasto soddisfatto. Il clima in classe era molto positivo e stimolante, le lezioni erano interattive, i singoli studenti venivano spinti a partecipare. Di Cina si parla tanto, ma andarci è un’esperienza davvero particolare: si impara molto sulle radici filosofiche della loro cultura, sul loro modo di vivere la vita di tutti i giorni, sulla loro visione del mondo del lavoro». Per questo, dice a chi parteciperà all’edizione 2012, «consiglio di informarsi un po’ prima di andare, cominciando ad addentrarsi un minimo nella cultura cinese. Una volta là, vi renderete conto di quanto sarà stato utile farlo».
Da Pechino, a Luca e Marco preme invece più di tutto suggerire di cogliere l’opportunità fino in fondo: «Dimenticate gli schemi occidentali, provate a pensare come pensano i cinesi. Immergetevi nella cultura cinese, l’occasione di incontro è da non perdere».

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Paolo Farah, Le rôle de la Chine et de l’OMC dans le développement des  «Considérations Autres que Commerciales» pour régler le commerce mondial de façon plus juste et durable  in Laurence Potvin-Solis, Economie de marché, droits et libertés et valeurs communes en Europe et en AsieBruylant, Bruxelles (2012), pp. 65-78.

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